Foto tratta dal sito: www.anticabibliotecacoriglianorossano.it
Titolo di oggi: La Regia Delegazione di Pubblica Sicurezza
Tra amministratori municipali e Regi Delegati di Pubblica Sicurezza i rapporti non furono mai idilliaci, perché questo servizio venne sempre interpretato come un occhio intruso e lungimirante della Prefettura nelle questioni interne del Comune.
Da qui le frequenti frizioni, specie per quanto riguardava la spesa per la sede, per. anni in via Castello (ora Francesco Compagna) e la fornitura di cancelleria. Migliori i rapporti con i Regi Carabinieri. Quando nel mese di febbraio del 1896 fu nominato Regio Delegato il cav. Salvatore Liguori, in seguito alla crescente recrudescenza dei delitti per ferimenti, le asprezze con i notabili del luogo si accentuarono, specie quando il sindaco Ruggero Graziani decise di affiancare anche una Guardia Municipale al servizio serale dì ronda, già attivato con la partecipazione dei Regi Carabinieri Stellaci e Cuponi. Quando nel 1903, al posto di Antonio Groni, fu nominato Regio Delegato il cav. Picariello, il sindaco Pasquale Garetti lo accusò di essere un megalomane arrogante ed altezzoso ed il Sottoprefetto di Rossano, al fine di scongiurare altre lacerazioni, lo sostituì col cav. Nicola Ariani. Il nuovo Regio Delegato di P.S. chiese ed ottenne un incontro a Favella con l'on. d'Alife per perorare l'elevazione al grado di Prima Classe della Vecchia Caserma dei Regi Carabinieri, al fine di potere avere una incremento dell'organico. Tale incontro suscitò molto mugugno al Comune, che si amplificò quando fu appreso che, dopo tale iniziativa, veniva istituita in città la Sottotenenza dei Regi Carabinieri al comando dell'Ufficiale Achille Giardino coadiuvato dal maresciallo Vito Dìvin. Quando nel 1907, dopo una lunga successione di commissari prefettizi, divenne sindaco l’avv. Vincenzo Fino, 1a Regia Delegazione di P. S. fu accusata di avere favorito subdolamente tale elezione e di avere osteggiato, sin dal 1906, il sindaco avv. Gaetano Attanasio, quando fu costretto alle dimissioni con la nomina affrettata del Regio Commissario Giovanni D'Aloe. In effetti, il Prefetto, irritato dalle diaspore ricorrenti tra i notabili, incapaci di eleggere un primo cittadino e di supportarlo coi proprio consenso, aveva pubblicamente deplorato tale situazione municipale con una dichiarazione alla stampa cosentina. Per screditare i Regi Delegati di P.S. furono scritte decine di lettere anonime per denunciare intrighi personali e persino tresche amorose con donne di malaffare colluse con la malavita locale. Con l'avvento del sindaco Fino si conclusero gli attriti con il Municipio e, col tempo, anche quelli con il movimento politico di opposizione, ormai svilito e demotivato.
GIUSEPPE FRANZE’