di Giacinto De Pasquale
“Voglio sottolineare che questo mio modesto lavoro non è diretto alla ricerca dei proprietari ed eventuali possessori, bensì a far conoscere ai ragazzi di ieri, di oggi e di domani l’esistenza della “Nuova Corigliano – Castello rurale” che, indubbiamente, ha una sua storia e che racchiude i resti di una chiesetta e di un caseggiato che dovrebbero essere posti all’attenzione delle Belle Arti, altrimenti tra qualche anno non si troverà più niente”.
Così l’autore del volumetto dal titolo “L’altra Corigliano Castello rurale – Indagine su una pertinenza tenuta nascosta” (Edizioni Jonipress), Salvatore Arena, spiega le motivazioni che lo hanno spinto a rendere pubblico il lavoro di una ricerca avviata qualche tempo prima. Ma come l’autore è venuto a conoscenza dell’esistenza dell’Altra Corigliano ? “Sono diventato vecchio e nessuno a scuola mi ha mai parlato dell’altra Corigliano, né studiosi si sono soffermati su questo lembo di terra che ci appartiene.
Un giorno – scrive Arena – il mio caro amico, Michele Pirozzolo, fotografo professionista, nel conversare, mi riferì che l’ex comune di Corigliano Calabro, oggi Corigliano-Rossano, ha un territorio, una enclave, al di fuori dei confini comunali. Si tratta di un’ampia superficie ove sono presenti anche antiche costruzioni. Per sapere qualcosa delle origini, e, comunque, delle ultime vicende di quel castello rurale mi sono rivolto al mio caro amico dott. Crescenzo di Martino che lavora a Roma quale funzionario dell’Archivio di Stato e che, soprattutto, è un grande esperto della materia”.
E il dott. Di Martino risponde alle richieste dell’autore: “Castello -scrive Di Martino- è un’autentica pertinenza del feudo di S.Mauro. Era in possesso dei Sanseverino, conti di Corigliano, e viene ampiamente descritto nella platea di Sebastiano della Valle del 1544. Già all’epoca – prosegue il funzionario – si trovava fuori dal circuito del territorio di San Mauro, incastonato tra i territori dei entri limitrofi. Ci si è interrogati spesso su questa singolarità, cioè su come mai un pezzo così importante sia collocato fuori dal feudo cui appartiene. Io ritengo che si tratti di un antichissimo residuo di diritto signorile, possibile quando al tempo i Sanseverino erano padroni di tutto e di fatto le delimitazioni tra le parti erano molto permeabili”. Queste sono le prime linee direttrici sulle quali approfondire la storia di questo Castello. Sempre nel lavoro di Salvatore Arena vi è la premessa di Stefano Scigliano attraverso la quale, lo stesso, cerca di meglio identificare il Castello: “Per ben identificarlo – scrive Scigliano – è necessario precisarne i confini: a mezzogiorno con torrente Galatrella, a Ponente con il territorio di Bisignano-Tarsia, a Settentrione stanno il punto superiore del fiume Crati – alcuni fondi dell’agro di Terranova e ancora il Crati, a Levante riprende Terranova e Galatrella”. In sintesi il lavoro di Salvatore Arena pone le basi per avviare ricerche e analisi più approfondite su una vicenda che, almeno per il momento, presenta molti lati oscuri.
Salvatore Arena è nato e vive a Corigliano Calabro (Cs). Laurea in Giurisprudenza a Bari e ISEF a Napoli. Ha insegnato nelle Scuole Statali di I e II Grado. Per oltre 25 anni vice preside . È tra i più vecchi iscritti all'Ordine dei giornalisti della Calabria. Co-fondatore e più volte consigliere del Circolo della Stampa Sibaritide-Pollino. Co-fondatore e consigliere della ormai famosa Associazione "Ritorno a Sibari". È stato corrispondente della Gazzetta del Sud, del Corriere della Sera e dell'ANSA. Dal 1965 è co-fondatore e direttore dell'Agenzia di stampa periodica "Jonipress". Per 20 anni Direttore responsabile della rivista "Il Serratore" e per 40 anni redattore del "Corriere della Sibaritide". Ha vinto il premio letterario "Civitas-Pollino" e più volte il premio "Troccoli-Magna Graecia". Premio Fedeltà 1984 da "Cronache Italiane" di Salerno. Ha pubblicato diversi libri su storia e tematiche locali tra cui "L'eroico sacrificio dei Coriglianesi nelle due Guerre Mondiali", "Il porto di Corigliano Calabro tra storia e memoria" assieme a Pier Emilio Acri, "Luigi Algieri uscito vivo dai lager nazisti". E' fiduciario dell'Associazione Nazionale "Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra" e Benemerito dell'Associazione Nazionale "I Ragazzi del '99".