di Cristian Fiorentino

L’ultima settimana è stata vissuta intensamente e tra mille appuntamenti spirituali al santuario coriglianese di San Francesco di Paola. Presso la quarta casa dell’Ordine dei Minimi fondata dal Santo Patrono, nel centro storico, giovedì scorso 27 marzo il primo atto è stata la ricorrenza del 609esimo compleanno di San Francesco di Paola.

“91 Anni in 7 Giorni” è stato il tema dell’evento voluto dalla comunità parrocchiale presieduta dal Padre Superiore Giovanni Cozzolino. Nella stessa data dopo l’intronizzazione della statua lignea nel bicentenario dalla sua realizzazione (1825), la Celebrazione Eucaristica e la preghiera ad hoc sulla nascita, nel chiostro “P. Cosimo Trevisani” tutti i fedeli convenuti hanno tagliato la torta dedicata al Santo. Altri momenti conviviali hanno interessato bambini/e e ragazzi/e del catechismo.

Venerdì 28 marzo, seguendo il motto francescano “Và e pulisci la tua coscienza” si è osservata la “Pia Pratica dei 13 Venerdì in onore di S. Francesco di Paola” valida anche per lucrare l'indulgenza plenaria. Sabato 29 marzo, è stata omaggiata “La Madonna” con la Celebrazione Eucaristica e a seguire, nel largo del santuario “Frà Giovanni Laganà”, è stata benedetta la “Grotta della Madonna di Lourdes” e recitato il Santo Rosario in dialetto coriglianese, animato dal Terzo Ordine dei Minimi. Domenica 30 marzo, in occasione della IV Domenica di Quaresima in “Laetare”, “Felici nell’abbraccio di Dio Padre”, sono state illustrate le numerose opere d’arte presenti di grandi artisti dal 1500 in poi. Lunedì 31 marzo, evidenziando la massima “Sorella acqua, seguimi…” è stato trattato il miracolo dell’acqua compiuto a Corigliano, nella zona premontana, da S. Francesco.

Nella stessa serata visitato il museo conventuale “Padre Antonio Arena” e le tante opere artistiche che contiene. Martedì primo aprile, invece, dopo la S. Messa, le riflessioni hanno orbitato sul concetto “Dialogando con P. G. Cozzolino sulla vita semplice di S. Francesco di P.”. Il clou degli eventi è avvenuto mercoledì 2 aprile nella Solennità liturgica di San Francesco di Paola, eremita fondatore, Patrono della Calabria, protettore della Gente di Mare, Ambasciatore Unicef e San Patrono di Corigliano. A margine delle Santi Messe, celebrate da Don Pietro Groccia e i due Padre Minimi, benedetti gli abiti votivi indossati da bambini/e e ragazzi/e e adulti/e. Funzioni iniziate al mattino e proseguite alla sera con la Celebrazione Eucaristica officiata da Monsignor Francesco Milito e concelebrata da Padre G. Cozzolino e Padre Leonardo Paonessa. A chiusura, è stato narrato il racconto delle ultime ore della vita e il Pio Transito del Santo Paolano, avvenuta a Tour in Francia 518 anni fa. Il sindaco, invece, ha recitato la preghiera per la Pace nel mondo al Santo Patrono.

A margine della S. Messa serale, invece, causa maltempo, la storica statua del Santo Primo Cittadino non ha raggiunto l’antico Romitorio limitrofo, prima residenza di S. Francesco di Paola a Corigliano, ma solo l’atrio dinanzi il santuario per i fuochi pirotecnici. Simulacro accompagnato dalle note della banda “Antonio De Bartolo”. Autentica e ponderata, invece, l’omelia di Monsignor F. Milito che ha asserito: «S. Francesco muore non a caso nel Venerdì Santo a Tours in Francia. Nel progetto di Dio nulla capita per coincidenze. La vita di Francesco si contraddistingue fin da giovinetto e la sua esistenza è imbevuta di “Essenza Cristiana”.

Vita del S. Patrono che si compone di sette D: il Discernimento in ascolto dello Spirito per seguirlo nelle sue scelte; il Discepolato praticato sull’esempio; la Disciplina di vita come custode dell’impegno; Dio come assoluto; Difesa degli ultimi come stile penitenziale permanente; Distacco dalle certezze terrene per seguire le nuove strade indicate da Dio; Diffusione del suo carisma detenendo fede all’ubbidienza.  Queste sette virtù si riannodano partendo dall’essere eremita al sacrificio di cambiare vita fino ad essere fonte di attrazione per gli altri frati. Oggi dobbiamo essere capaci di essere attraenti come lo è stato Francesco al suo tempo e essere coraggiosi di avere la schiena diritta in molti ambiti e situazioni della nostra vita. Dio è Assoluto perché tutto passa tranne Dio perché è Amore verso gli altri e tutti. Il Sacrificio di saper cambiare vita ci spinge ad allontanarci da ciò che è superfluo. Francesco ubbidisce di trasferirsi in Francia ed è proprio lì che, grazie alla sua genuina ma allo stesso tempo forte e contagiante influenza e parlando di Carità, sarà ammirato in tutta Europa. Il vero devoto di San Francesco è chi lo segue sulla scuola delle Sue orme. Si può seguire S. Francesco nei fatti tangibili della quotidianità di ognuno a patto che siano gesti fatti con il cuore. Voi a Corigliano il “Cor Bonum” lo avete nello stemma potete farvi promotori di questo concetto.Preghiamo per le Paci nel Mondo- ha concluso Monsignor Milito- da quelle interiori a quelle delle nostre famiglie e degli ambienti a noi più vicini fino alla Pace globale, in questo frangente storico complicato su più scenari, affinché dove non arrivi l’uomo possa arrivare Dio attraverso i suoi Santi come fonte di illuminazione per il bene dei popoli».

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