Fonte: La Redazione
I carabinieri della stazione di Rossano hanno tratto in arresto, a seguito di un mandato di cattura spiccato dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari, due fratelli rossanesi il quarantenne F. G. A. ed il trentunenne F. N. a seguito di un provvedimento di condanna definitiva ad anni cinque di reclusione,
pena confermata anche in appello e cassazione, emessa dal Tribunale di Castrovillari in composizione di Giudice Collegiale ( Presidente Giuseppa Anna Ferrucci , a latere Rosamaria Pugliese e Marianna Ferrante) per una rapina aggravata avvenuta in Mandatoriccio il 12.12.2011. Nella specifica dei fatti, per come ricostruito dal Pubblico Ministero, Luca Primicerio, i due fratelli rossanesi, in concorso tra loro e con un’altra persona rimasta sconosciuta, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con violenza e minaccia si impossessavano di una somma di denaro, prelevandola dal registratore di cassa di un noto bar di Mandatoriccio e svuotando le tasche del gestore, nonchè si impossessavano di varie stecche di sigarette detenute all’interno dell’esercizio pubblico. In particolare, travisati da passamontagna e con una pistola in pugno, irrompevano nel bar, F. N. ed il soggetto rimasto ignoto, intimando al gestore ed al figlio di gettarsi a terra, altrimenti li avrebbero ammazzati, e con arma in pugno si impossessavano del bottino. Successivamente i predetti, si allontanavano repentinamente a piedi fuori dall’esercizio pubblico, dove ad attenderli vi era il F. G. A., il quale a bordo di un’autovettura, affiancava l’auto utilizzata , nel frattempo, dai gestori del bar per tentare di inseguire , lungo la statale 106, i rapinatori ancora in fuga, e cercava, in un primo momento di farli desistere dall’intraprendere l’inseguimento, non riuscendo nel suo intento, sino a porsi davanti al veicolo, rallentandone la marcia, in modo da far guadagnare terreno ad egli ed agli altri due rapinatori, i quali vedendosi rincorrere, esplodevano alcuni colpi di arma da fuoco, al fine di intimorire gli inseguitori. Agli imputati il pubblico ministero contestava , anche , le aggravanti di aver commesso il fatto in più persone e con l’uso di armi. Dall’attivita’ d’indagine il pubblico ministero contestava agli imputati anche un altro reato atteso che emergeva che la pistola utilizzata per la rapina era stata portata abusivamente fuori dalle abitazioni e detenuta illegalmente. Per tali fatti i due fratelli venivano tratti in arresto e condotti presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione e sotto la vigilanza del Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Cosenza per l’espiazione della pena detentiva definitiva.Al momento del loro accesso in carcere i fratelli nominavano quali nuovi difensori di fiducia gli avvocati Ettore Zagarese , Giuseppe Vena ed Angelo Milito.